" Ci prenderemo cura del vostro amico a 4 zampe come se fosse nostro"

PRIMAVERA , MESE PREVENZIONE PULCI ZECCHE

PRIMAVERA , MESE PREVENZIONE PULCI ZECCHE

PRIMAVERA: STAGIONE DELLA PREVENZIONE

TORNA IL CALDO, TORNANO PULCI E ZECCHE

Con l’innalzamento delle temperature pulci e zecche sono in agguato, pronte a “colonizzare” cani e gatti

In primavera le giornate sono piacevolmente tiepide e si allungano. Le condizioni climatiche favorevoli inducono e stimolano a trascorrere più tempo all’aria aperta e in compagnia dei nostri cani. Ma l’aumento delle temperature favorisce anche la riproduzione e la diffusione dei tanto temuti parassiti esterni: pulci e zecche sono in agguato, pronte a “colonizzare” cani e gatti.

PULCI E ZECCHE: COME AGISCONO E COSA PROVOCANO

Le pulci, insetti privi di ali, minuscoli ed estremamente veloci, sono parassiti esterni ematofagi ossia si nutrono del sangue di mammiferi ed uccelli. Si insinuano nel fitto pelo dell’animale alla base del quale, peraltro, depositano i loro escrementi, granelli piccolissimi di colore scuro che ne segnalano inconfutabilmente la presenza.

L’infestazione da pulci può determinare nell’animale nefaste conseguenze: allergie, dermatiti, parassitosi interne, malattie ematiche.

Le zecche, invece, appartengono ad un sottordine degli acari. Ematofagi anch’’ssi, trafiggono la pelle dell’animale e vi si fissano saldamente, nutrendosi del suo sangue.

Sono in grado di veicolare agenti patogeni di diversa natura (virus, batteri, protozoi) responsabili di malattie pericolose sia per gli animali che per l’uomo: la Rickettsiosi e l’Ehrlichiosi sono tra le più note. Si manifestano con febbre alta, sonnolenza, dolori articolari, perdita di appetito, dimagrimento, sintomi a carico dell’apparato nervoso e scheletrico.

COME DIFENDERSI DA PARASSITI QUALI PULCI E ZECCHE

Cosa fare, dunque, per ridurre i rischi? Prevenzione è la parola d’ordine.

Cani e gatti dovrebbero essere sottoposti al trattamento contro pulci e zecche durante tutto l’anno, ma in maniera ancora più scrupolosa già a decorrere dal periodo primaverile.  Maggiore attenzione è richiesta durante la stagione estiva.

Occorre rispettare diligentemente gli intervalli mensili di applicazione e dosaggio

Esistono in commercio in farmacia e nei negozi specializzati molti prodotti antipulci attivi anche contro le zecche. I più comuni si possono reperire sotto forma di spray, spot on, shampoo e collari:

  • Gli spot on, ad esempio, si applicano nella zona interscapolare, quasi in prossimità della nuca, così da impedire all’animale di leccarsi. Vanno utilizzati a distanza di almeno una settimana dall’ultima toelettatura, in quanto sfruttano il grasso cutaneo per diffondere il loro effetto.
  • Lo spray, invece, va applicato solitamente spruzzandolo sulla mano (attenzione quindi ad indossare i guanti) per poi massaggiare il prodotto sulla cute del cane.
  • All’efficacia di spot on e spray contribuiscono anche i collari antipulci che si caratterizzano per l’azione di lento rilascio dei principi attivi, garantendo una copertura che va dai 6 agli 8 mesi.

Grazie alla presenza di principi attivi come la deltametrina proprio il collare antiparassitario può risultare fondamentale anche per la protezione contro le punture di pappatacio.

PULCI E ZECCHE, MA ANCHE PAPPATACI

Il pappatacio o flebotomo è un insetto assai diffuso nell’area mediterranea ed in particolare in Sicilia

Molto simile ad una zanzara di piccole dimensioni ma silenzioso, attraverso la sua puntura può veicolare un virus che nell’uomo causa una malattia chiamata “ febbre da pappataci” mentre al cane trasmette la Leishmaniosi.

Si tratta di una malattia assai insidiosa caratterizzata da un periodo di incubazione che può durare anche alcuni anni prima di manifestarsi palesemente attraverso la sintomatologia che la caratterizza: dermatite, perdita di peso, perdita di pelo, lesioni alle orecchie, perdita di sangue dal naso, crescita accelerata delle unghie, lesioni oculari, insufficienza renale.

PREVENZIONE DA PULCI E ZECCHE ANCHE IN CASA

Per prevenire la proliferazione di pulci e zecche è opportuno effettuare una pulizia accurata dei luoghi della casa frequentati dal nostro pet, nonchè della cuccia e dell’automobile.

Per fare questo si può ricorrere all’impiego di spray per ambienti. Questi agiscono creando uno “scudo” contro le minacce esterne e inibiscono lo sviluppo larvale dei temuti parassiti.

Gli spray di ultima generazione sono generalmente a base di essenze ed olii essenziali di fiori e piante.

Specificando, comunque, che l’azione degli olii essenziali è repellente e NON insetticida, risultano efficaci:

  •  Lavanda e geranio per acari e zecche
  •  Citronella, menta, eucalipto e basilico per le zanzare

PREVENIRE SEMPRE, IN QUALUNQUE PERIODO DELL’ANNO

In sintesi potremmo concludere dicendo che in ogni periodo dell’anno e in qualunque zona d’Italia occorre prevenire le infestazioni parassitarie ma con criterio, utilizzando sinergicamente antiparassitari chimici e rimedi naturali.

 

Ma cosa più importante non dimenticare di consultare sempre il tuo Veterinario di fiducia, che saprà consigliarti i rimedi più adatti in base alle esigenze del tuo animale da compagnia.

Ricorda che un animale in buone condizioni di salute, correttamente alimentato e che vive in una condizione di benessere etologico è certamente dotato di un sistema immunitario capace di reagire più efficacemente anche alle patologie infettive trasmesse dai vettori.

Perché non si deve mai usare lo shampoo ad uso umano sugli animali

Perché non si deve mai usare lo shampoo ad uso umano sugli animali

Per lavare un cane oppure un gatto non bisogna mai usare i saponi per umani, nemmeno se si tratta di prodotti specifici per i neonati! L’unico prodotto che può essere talora utilizzato, in casi di “primo soccorso” e in mancanza di disinfettanti, è il sapone di Marsiglia. Ricordando sempre però di applicarne piccole quantità e solo sulle zone interessate. Infatti, se usato come shampoo per periodi prolungati, il sapone di Marsiglia danneggia lo strato protettivo della pelle (il cosiddetto film idrolipilico).

Ma perché non si può usare lo shampoo “classico” sui quattro zampe? La ragione va ricercata nel pH della pelle, che varia di specie in specie. Infatti la pelle umana ha una gradazione di pH che solitamente va dal 4,2 ai 5,6 (leggermente acido).

La pelle del cane ha invece un pH maggiormente alcalino, che parte da una gradazione 7 e in alcuni esemplari può arrivare a 8; si parla quindi di pH neutro. Anche il pH del gatto è diverso dal nostro, sebbene non così marcatamente come quello del cane, e generalmente ha una gradazione di 6,5.

Come per i prodotti a uso umano, il rispetto del pH è importantissimo anche per i nostri animali domestici. Pertanto per lavare il vostro cane o il vostro gatto dovrete usare lo shampoo giusto; un prodotto professionale e di qualità, che oltre a lavare via lo sporco normalizzi la produzione del sebonon intacchi la struttura lipidica di cute e di pelo, e rispetti il pH della pelle di Micio o di Fido. Solo in questo modo avrete la certezza di non danneggiare il mantello e rimuovere con efficacia batteri e sporcizia.

 

I rischi nell’usare lo shampoo sbagliato per lavare cani e gatti

Quali sono i rischi che si corrono a usare lo shampoo sbagliato per lavare cani e gatti? Il primo “sintomo” che qualcosa non va, e che la composizione chimica del prodotto è troppo aggressiva per la pelle di Fido o di Micio, è l’insorgere di prurito o dermatiti. Queste ultime, se trascurate, possono comportare delle complicazioni (ad esempio croste o pelo squamoso).

 

Più grave è invece l’abbassamento delle difese naturali proprie della pelle del cane o del gatto. In questo caso, per l’animale diventa più facile contrarre batteri oppure funghi. Sarà quindi necessario un opportuno trattamento farmacologico, antibatterico e/o antimicotico per prevenire complicazioni e arginare l’infezione del tessuto cutaneo. Questi prodotti hanno generalmente costi molto elevati (e ricordiamo che i medicinali ad uso veterinario non sono rimborsati dalla mutua). In definitiva, trovarci nella situazione di dover curare il cane o il gatto da una malattia della pelle sarà più costoso e richiederà più tempo di quanto non avrebbe comportato usare lo shampoo giusto fin dall’inizio.

Lavare il cane con aceto, a cosa serve? A poco o niente!

Lavare il cane con aceto, a cosa serve? A poco o niente!

Probabilmente avrete tutti sentito dire da qualche conoscente, o da altri proprietari di cani, che per rendere luminoso il pelo e lavare il cane niente è meglio che un bel bagno con acqua e aceto. Una volta questa credenza era molto diffusa, soprattutto tra i proprietari di una certa età. Come molte “leggende metropolitane” cinofile, tuttavia, c’è ancora chi è convinto che l’aceto sia un toccasana per il pelo del cane.

In realtà, come vedremo, fare il bagno al cane con acqua aceto non è dannoso per la sua salute e nemmeno per il mantello… ma ciò non significa neppure che serva a rimuovere lo sporco!

 

Le proprietà dell’aceto; perché si crede che serva a lavare il cane?

Probabilmente la causa per cui molte persone, ancora oggi, credono che si possa tranquillamente fare il bagno al cane con acqua e aceto è da ricercare nelle particolari proprietà di quest’ultimo.

L’aceto (soprattutto quello di sidro di mele) è stato per lungo tempo considerato un toccasana dai molteplici usi. Per esempio, non c’è dubbio che rappresenti un potente antisettico naturale. E’ particolarmente indicato per contrastare funghi e batteri che si annidano sulla pelle; inoltre è molto facile da applicare, visto che basta spruzzarne un minimo quantitativo sulle aree interessate dopo averle lavate con cura, tamponando poi con un panno molto fine finché la cute non è asciutta.

Ma l’aceto ha anche molte altre proprietà. Per esempio, può essere utilizzato per pulire le superfici della casa – queste sì! – e in particolare quelle ritenute piuttosto “ostiche”, come per esempio le rubinetterie, dal momento che non intacca i metalli facendoli arrugginire. Inoltre è molto indicato per la pulizia degli specchi e perfino dei tappeti; la sua azione tiene lontani insetti molesti come mosche e formiche.

Il fatto che come detergente per la casa l’aceto funzioni un po’ su tutto (dalle lavastoviglie al forno), unito alle sue proprietà antibatteriche, ha fatto sì che si diffondesse l’opinione di poterlo davvero usare per lavare qualsiasi cosa… cani compresi! Quindi non sorprende che molti proprietari siano convinti ancora oggi di poter lavare il cane con un panno imbevuto di acqua e aceto. Peccato che per l’igiene del cane, questa pratica non serva a nulla!

Ogni quanto fare il bagno al cane?

Ogni quanto fare il bagno al cane?

Quando è davvero il caso di lavare il cane

Per mantenere curato e in forma il pelo dei nostri amici a quattro zampe, è importante assicurare loro una corretta igiene. Il toelettatore saprà consigliarci il miglior shampoo per cani professionale, che li liberi dalla sporcizia che si trascinano dietro girando tra parchi e giardini. In caso di emergenze, per esempio se il cane ha le pulci, sarà inoltre necessario un bagno antiparassitario “d’emergenza”; le pulci infatti depongono moltissime uova e un’infestazione di questi parassiti va immediatamente arginata.

Oppure potrebbe capitare che il cane scappi dal guinzaglio per andarsi a rotolarsi felice in una pozzanghera. Se abbiamo la sfortuna di non avere un cane dal mantello autopulente (come alcune razze nordiche) o impermeabile (come i retriever), sarà necessario correre dal toelettatore.

A volte è indispensabile fare il bagno al cane, per esempio se il nostro cucciolo si è sporcato giocando nel fango
A volte è indispensabile fare il bagno al cane, per esempio se il nostro cucciolo si è sporcato giocando nel fango

Ogni quanto lavare il cane che vive in casa?

Se però non capitano emergenze o contrattempi come quelli descritti nel paragrafo precedente, ogni quanto occorre lavare il cane?

In realtà non esiste una regola precisa che riguardi la frequenza con cui lavare un animale. Soprattutto se il cane vive in casa con noi, e se la sua pelle ha una intenza produzione sebacea, potrebbe sembrarci superfluo lavarlo con assiduità. I proprietari di cani di piccola taglia spesso temono perfino che “troppi lavaggi possano far ammalare” i loro cuccioli. Cosa peraltro falsissima. Il cane è infatti immune alle patologie da raffreddamento e, se ben asciugato, dopo il bagno sarà sano come un pesce!

Proprio come noi, che non ci laviamo soltanto quando siamo sporchi, anche il cane va infatti lavato periodicamente. Se pure il nostro amico a quattro zampe non ha molte occasioni per sporcarsi, ricordiamo che è a contatto giornaliero con smog e polveri sottili. Queste ultime sono maggiormente concentrate alla sua altezza (proprio come avviene con i bambini). Al contrario della pelle bambini, però, il pelo intrappola la polvere e il pulviscolo. Inoltre, il cane non può liberarsi delle scorie tramite la sudorazione, come facciamo noi.

Indicativamente, i cani possono essere lavati anche tutte le settimane. L’importante è utilizzare prodotti professionali e che rispettino il pH della loro pelle; non si può usare lo shampoo per persone, in quanto troppo aggressivo. In media, un cane che viva in casa senza particolari occasioni di sporcarsi necessita di essere lavato ogni 25-30 giorni, praticamente una volta al mese.

 

Si deve lavare il cane a pelo lungo più spesso di quello a pelo corto?

Ovviamente la risposta a questa domanda non può che essere I cani a pelo lungo vanno lavati più spesso rispetto a cani con pelo corto o raso, oppure ai cani nudi.

Il pelo lungo infatti, oltre a catturare più facilmente le polveri sottili e lo sporco in generale, è il nascondiglio preferito dai parassiti che si annidano fra i ciuffi. Oltre a pulci e zecche, un rischio concreto per il cane a pelo lungo è rappresentato anche dalla temuta “piaga” dei forasacchi. Questi ultimi si possono letteralmente camuffare nel pelo lungo, penetrando poi nella pelle e forando i tessuti.

Un altro rischio e un motivo per cui è consigliabile lavare il cane a pelo lungo con una certa frequenza è la possibilità che il mantello così fluente nasconda dermatiti o irritazioni della cute, che in condizioni normali è impossibile scorgere. Al contrario, gonfiori o arrossamenti cutanei sono molto più evidenti nei cani dal mantello raso.

Se abbiamo un cane a pelo lungo, portarlo regolarmente dal toelettatore ci aiuterà a monitorare le sue condizioni di salute. Il pelo lungo va inoltre curato, per permettere alla pelle di respirare. Anche se esistono razze che vanno “in muta”, portare il cane in toelettatura per lo stripping, oltre che per il bagno, è una buona abitudine. Il mantello avrà un aspetto più splendente e sano, e anche il cane sarà più felice.

Un discorso a parte meritano i cani nudi o con pochissimo pelo. Razze esotiche come il Chinese Crested Dog, che stanno diventando di moda come cani da compagnia. Questi cani necessitano di cure particolari per la cura dell’epidermide e del manto. In un prossimo articolo vedremo come prenderci cura di loro.

Le 7 regole per affrontare l’ansia da separazione tra padrone e cane in toelettatura

Le 7 regole per affrontare l’ansia da separazione tra padrone e cane in toelettatura

Chi è più in ansia? Il cane o il padrone?

L’ansia nasce da ciò che non si conosce, da ciò con cui non si ha confidenza.
Il primo approccio che un cane ha con la pratica della toelettatura è molto importante perché è da questo primo incontro che si potrà sviluppare un rapporto disteso e sereno tra cane, toelettatore e proprietario, un rapporto che dovrebbe diventare il più disteso possibile perché il risultato della toelettatura sia soddisfacente e perché il nostro amico a quattro zampe viva una situazione serena, senza stress e anzi positiva.
Come ogni “prima volta”, anche per la prima toelettatura il timore può esserci. Il timore per le cose nuove è un sentimento naturale, sia per gli esseri umani sia per gli animali, in quanto si tratta di un istinto primordiale che ha la valenza fondamentale di renderci vigili in caso di pericolo.

Nel caso di un cane che viene condotto dal toelettatore, è quindi naturale che l’approccio a questa nuova situazione ancora sconosciuta possa renderlo inquieto.
Dobbiamo infatti considerare, così come capita ai bambini molto piccoli che debbono ad esempio essere inseriti all’asilo, che il nostro cane potrebbe naturalmente essere intimorito quando verrà affidato a persone che ancora non conosce per il lavaggio o varie pratiche di toelettatura.
Soltanto un’esperienza positiva potrà far sì che l’ansia iniziale possa essere superata: sentirsi in buone mani e di potersi fidare del toelettatore, rendersi conto che il padrone non lo ha abbandonato e sapere che di lì a poco tornerà a prenderlo, farà in modo che, le volte successive, il cane non avrà più il timore iniziale e si affiderà con più tranquillità alle cure del suo estetista di fiducia!
Più l’esperienza sarà positiva, meno il nostro amico proverà ansia le volte successive che verrà affidato alla toelettatura e si lascerà curare in modo sereno e collaborativo.
Capita spesso che il benessere e la sensazione di sicurezza che un cane provi nell’essere affidato alle cure di professionisti lo rilassi e non è raro che, dopo pochi incontri, entri nel locale scodinzolando, felice di ritrovare un luogo e persone note.
Il problema in realtà è un altro: quanta responsabilità ha il padrone rispetto all’ansia che prova il cane ad affrontare la toelettatura?
Non dimentichiamoci che, anche se non per tutti e non esattamente allo stesso modo, molte delle risposte psicologiche dell’ansia da separazione che un genitore prova in eventi come l’entrata del proprio figlioletto all’asilo, si ripropone quasi tale e quale anche ai… genitori di figlioletti pelosi.
Ci sono infatti proprietari di cani che sono davvero terrorizzati all’idea di lasciare i propri beniamini in mani altrui. Per alcuni, addirittura, non è sufficiente una prima positiva esperienza per tranquillizzarsi e anzi impiegano diverso tempo per rendersi conto che non c’è nulla di cui temere nel portare il loro cane dal toelettatore.
Un’ansia che si ripercuote sul cane, che come sappiamo ha un grande senso di empatia verso il padrone, è molto sensibile in fatto di cambiamenti di umore e sa cogliere ogni sfumatura nell’umore e nei sentimenti del “suo” umano.
Beh, non c’è nulla di peggio che trasmettere la propria ansia al proprio figlioletto peloso! Sentendoci sereni ad affrontare qualsiasi occasione, anche lui, di conseguenza, sarà sereno e proverà molto meno timore anche in nuove situazioni.
Una reazione di eccessiva ansia da parte nostra potrebbe quindi ripercuotersi in modo negativo sul nostro cane, con il rischio di fargli vivere la toelettatura come un momento di ansia gratuita e controproducente, sia per lui sia per il lavoro del professionista.
Ebbene, quali possono essere gli atteggiamenti più corretti per affrontare e far affrontare serenamente il momento della tolettatura al proprio cane?
Vogliamo proporvi “sette regole d’oro” per influire positivamente sull’ansia da separazione che accompagna molti proprietari quando portano il proprio animale a far toeletta, per rendere meno pesante e più ricco di benessere sia per voi sia per il vostro animale questo momento di estrema cura che regalate al vostro beniamino.

Cane Felice in acqua
I Cani in acqua si divertono molto

 

Regola numero UNO: l’ansia è contagiosa!

Questa è la prima regola che ogni proprietario di un cane deve sapere: i cani avvertono in modo speciale quali sono i sentimenti e gli stati d’animo del loro amico umano.
Così, se noi saremo ansiosi, la nostra ansia farà scattare nel nostro cane un campanello di allarme che potrebbe farlo reagire con un atteggiamento altrettanto ansioso.
La prima cosa da fare, quando c’è da affrontare qualche nuova situazione con il nostro cane, è riuscire a tranquillizzarci noi stessi. Soltanto così riusciremo a trasmettere altrettanta serenità e disposizione d’animo al nostro cane per affrontare situazioni quali ad esempio la prima esperienza di toelettatura.
Quindi: vivere in prima persona con serenità ed essere consapevoli che affidare il nostro amico alle cure di un toelettatore non significa abbandonarlo o lasciarlo in balia di chissà quali atroci torture! Avere questa consapevolezza sarà positivo per noi per superare questo momento che, seppur completamente innocuo e anzi benefico, rappresenta pur sempre una situazione di separazione dal nostro beneamato, sia in modo particolare per il cane stesso, che potrà sentirsi sereno, protetto e anzi affidato a mani esperte.

Regola numero DUE: preparare il nostro cane alla separazione

Anche i cani più tranquilli e socievoli possono soffrire di ansia da abbandono quando frequentano per la prima volta la toelettatura.
La reazione è naturale ed è importante che sia il proprietario a prendere in mano la situazione. Incoraggiare il nostro cane con un atteggiamento positivo, non essere noi stessi in ansia e non fare avvertire al cane la toelettatura come un pericolo, significa rendere meno difficile la seppur temporanea separazione al nostro cane e dargli modo di vivere serenamente questa l’esperienza.
È importante pensare che per il cane questa è pur sempre una situazione nuova: un luogo che non conosce, persone che non conosce… Per prepararlo ad affrontare questa situazione, sarà quindi bene predisporsi con animo sereno e magari – perché no? – andare a far conoscere il toelettatore al nostro cane prima del primo appuntamento. Una buona accoglienza e qualche coccola sono un buon biglietto da visita per il nuovo umano che entrerà nella sua vita!
Conoscere in precedenza il suo toelettatore farà sì che il cane, al primo appuntamento, risulti più sereno e rilassato. Riconoscendo il locale e le persone che vi lavorano, avrà già più confidenza e potrà iniziare a vivere il momento della cura personale come parte integrante della sua vita, con serenità.

Regola numero TRE: essere positivi

Portare il cane dal toelettatore significa lasciarlo in buone mani, alla cura di persone esperte.
Un atteggiamento positivo, di fiducia, è importante sia per ridimensionare una nostra eventuale ed ingiustificata ansia, sia per ridurre quella che potremmo trasmettere al nostro cane.
Non c’è alcuna ragione per sentirsi in colpa perché lo si “abbandona” (portare il proprio cane dal toelettatore non significa sacrificarlo a chissà quali terribili pratiche di sofferenza!) né credere che questo breve distacco possa causare chissà quale incurabile trauma al nostro amico.
Una buona regola è quella di non trattenersi con il nostro cane durante il suo appuntamento di toelettatura: meglio semplicemente, serenamente, lasciarlo nelle mani dei professionisti e intanto magari approfittare dell’attesa per andare a sbrigare qualche commissione.
C’è un motivo ben preciso perché il padrone non deve assistere alla toelettatura del cane: restare con lui o rimanere nelle vicinanze potrebbe far indurre il nostro amico a pensare che c’è qualcosa di cui aver timore, meglio quindi evitare che questo si manifesti e vivere questo momento con animo sereno.
Talvolta i proprietari presuppongono conseguenze che poi si rivelano completamente errate: alcuni credono che il proprio cane potrà soffrire terribilmente se lo “abbandoniamo” in toelettatura, ma – appunto – tutta la gran pena che immaginiamo, poi in realtà il più delle volte non si rivela tale, e quello che troveremo al nostro ritorno potrà invece rivelarsi un cane sereno, rilassato, oltre che curato come si deve!

Regola numero QUATTRO: essere decisi

Non c’è peggior cosa che essere titubanti per trasmessere ansia.
Rassicurare il nostro cane quando lo portiamo in toelettatura significa aver cura di lui ed è importante riuscire a trasmettere uno stato d’animo sereno al nostro animale perché anche lui possa vivere il più serenamente possibile la propria esperienza di toelettatura.
Non c’è bisogno di far troppe scene prima di lasciarlo alle mani di chi saprà occuparsene in modo amorevole e professionale, spesso e volentieri facendo dei veri e propri “miracoli”, soprattutto quando il cane è davvero “impresentabile”!
Per il nostro cane siamo noi il capobranco e un nostro comportamento sereno ma al tempo stesso deciso non potrà che avere effetti positivi anche sulla sua predisposizione d’animo a una situazione come quella della toelettatura.
Amorevolmente decisi: come dovrebbe essere un buon genitore!
Se il nostro cane “fa storie” quando deve essere lasciato dal toelettatore, non dobbiamo farci vedere tentennanti ed insicuri. Chi prova paura del toelettatore può trasmetterla al proprio cane ed è invece molto meglio riuscire a fargli arrivare in modo chiaro e deciso il nostro messaggio, rassicurandolo e facendogli capire chiaramente quali sono le nostre decisioni. Soltanto così si sentirà sicuro e potrà godere delle buone cure dei professionisti a cui è affidato.

Regola numero CINQUE: far diventare la toelettatura un momento piacevole

Se l’atteggiamento che abbiamo avuto con il nostro cane accompagnandolo in toelettatura è stato sereno e privo di ansia, abbiamo già fatto un primo importante passo verso una consuetudine piacevole che il nostro amico potrà vivere con serenità nel tempo.
Il toelettatore è un professionista con mansioni e competenze ben precise: non se ne deve essere intimoriti ed anzi è estremamente positivo creare un buon rapporto.
Senza più timore, sarà quindi possibile creare un rapporto di fiducia e di benessere che vedrà il padrone soddisfatto, il cane sereno e ben curato e il toelettatore altrettanto soddisfatto del suo lavoro. Tutte le parti ne trarranno beneficio e si potrà creare un rapporto di fiducia e collaborazione che potrà essere duraturo nel tempo.

Regola numero SEI: ritrovarsi dopo la toelettatura

Ritrovarsi dopo la toelettatura per il cane e per il suo padrone dovrà essere un momento sereno, felice. I complimenti per il bell’aspetto curato non dispiaceranno al proprio cane!
Il momento del ritiro dopo la prima toelettatura è il momento in cui il vostro cane avrà la certezza che voi non lo avete abbandonato: tutti i timori saranno dissipati, per lui e per voi.
Non ci vorrà troppo tempo perché capisca che questa routine non ha niente a che fare con l’abbandono e che dopo poco voi sarete di ritorno.
E tutti e due uscirete soddisfatti e sereni dal locale, senza più ombra di ansia!

Regola numero SETTE: mantenere la fermezza

I cani sono sensibilissimi ai nostri cambiamenti di umore e alla nostra instabilità di emozioni: se siamo riusciti a gestire bene l’ansia da separazione la prima volta che abbiamo “abbandonato” il nostro cane alle cure del toelettatore, è necessario mantenere lo stesso atteggiamento di fiducia e di tranquillità anche per gli appuntamenti successivi.
Niente di peggio che avere ricadute di ansia! Il rischio è che un’esperienza che si è rivelata positiva la prima volta per il vostro cane possa risentire dei vostri successivi, recidivi timori.
Un comportamento sereno e allo stesso tempo deciso deve mantenersi nel tempo, non subire tentennamenti. Pena, il senso di insicurezza da parte del nostro amico a quattro zampe, che anche se ha vissuto in modo tranquillo l’esperienza precedente, se ci sente insicuri ed ansiosi potrebbe entrare in confusione e non capire se potersi davvero fidare della pratica routinaria di toelettatura.
Decisi e amorevoli quindi, innanzitutto e sempre!

 

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